Tutto disponibile sempre

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Tra le tante devianze imposte dal sistema che governa la nostra società odierna ce ne sono alcune davvero abberranti perchè violano la stessa identità dell’individuo, relegandolo ad un ruolo ben preciso.
Uso il termine devianza non a caso, ma riferendomi ad ogni atto o comportamento che viola una data norma sociale
Ed in questo caso sussiste una violazione del principio e del diritto alla libertà.
Da tutto quello che ci viene costruito o modificato intorno ne nasce un chiaro messaggio:
Non siamo più considerati uomini e donne, parti di un gruppo sociale, di una collettività, ma consumatori, parti di un mercato.
Su tutto ormai vigono delle leggi che considerano il profitto o l’aspetto economico come fine ultimo a cui ambire e verso il quale ogni decisione deve tendere.
La grande distribuzione, presentata come una possibilità di vasta scelta a costo vantaggioso, è in realtà un modo per manipolare ed indirizzare gli acquisti dei clienti, con tecniche che hanno alle spalle uno studio dettagliato e capillare.
Un prodotto posto negli scaffali in un certo modo e ad una certa altezza viene venduto più di un altro collocato in modo differente, una offerta speciale pubblicizzata in un certo modo, con specifici colori e grafia ha una presa maggiore rispetto ad un’altra.
Noi camminiamo tra i corridoi del supermercato pensando di scegliere, ma in realtà altri hanno già deciso che cosa dovremo acquistare.
Siamo ormai indirizzati in tutto, condizionati, manipolati, indotti anche a pensare in un certo modo e spesso non ce ne rendiamo conto, al punto tale da credere che chi ha raggiunto una diversa consapevolezza sia in realtà il solito complottista.
In realtà è proprio lo sviluppo sociale che porta ad una prova certa delle manipolazioni che subiamo. Anche l’estensione degli orari di apertura di questi grossi centri commerciali rientra in questi disegni di controllo. Bisogna allontanare il consumatore dalle piccole realtà commerciali basate ancora sul rapporto fiduciario tra individui e offrirgli scelte maggiormente competitive per fagocitarlo totalmente, renderlo dipendente dal “tutto disponibile sempre”.
E se questo comporta lo sfruttamento di persone, per condizioni e orari di lavoro, poco importa. Tutto avviene senza alcuna etica né principio, ma con una leggera musichetta di sottofondo, luci accoglienti e rassicuranti e una fresca aria condizionata.
Tanto i consumatori sono contenti così.
Ormai.

Grazie

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Il viaggio non sta solo nel traguardo finale, ma soprattutto nel percorso fatto, e posso con orgoglio guardare a questa campagna elettorale come una intensa esperienza di vita di cui essere particolarmente fiera.
4216 preferenze sono moltissime, a livello personale sono un abbraccio che mi porterò sempre dentro. In questi ultimi giorni moltissimi di voi mi hanno contattato, chiamato, scritto, per farmi sentire la loro vicinanza, l’affetto, la fiducia.
Spesso mi avete commosso sottolinenado di aver ben notato e compreso la pulizia del lavoro fatto, i principi portati avanti e messi in atto, con la più naturale coerenza, quella di chi è abituato ad agire così sempre.
Io vi ringrazio e vi assicuro che l’esserci presi per mano non è terminato.
In Regione i nostri consiglieri avranno l’appoggio di tutti i gruppi locali e porteranno la vostra voce dentro l’ultima roccaforte istituzionale che andava conquistata.
Io ci sarò sempre, mi troverete come mi avete trovato fino ad oggi, non serve un incarico per essere disponibili o presenti, serve condividere con voi la visione di un futuro migliore.
Un futuro per il quale non smetterò mai di combattere.
Grazie ancora a tutti voi!

Abusivi si nasce

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C’è modo e modo di fare le campagne elettorali.
Si possono seguire le regole oppure no.
Il M5S fa della legalità la sua prerogativa.
Tutto è fatto nel modo corretto, rispettoso, trasparente.
C’è invece chi, come alcuni candidati, opta per affissioni abusive, per imbrattare i muri della città, attaccare cartelli, fogli, volantini ovunque, anche sugli alberi, sui cartelli stradali, sui semafori. C’è chi organizza banchetti con cartelloni che hanno in primo piano il volto del candidato, cosa vietata, e lo stesso fanno ai mercati, con totale noncuranza delle norme, nonostante ben conoscano ciò che è lecito e ciò che è illecito. C’è chi riempie i fondi sfitti di Massa e Carrara con cartelli, manifesti, a volte correttamente posti a 50 cm dalle vetrine, a volte invece attaccati irregolarmente ai vetri. bugliani affissione
La legge (n. 212/1956) stabilisce che l’affissione di qualsiasi stampato, giornali, murali, manifesti di propaganda, da parte di partiti, gruppi politici o dei singoli candidati, sia effettuata esclusivamente negli appositi spazi a ciò destinati. Le affisioni di differente natura sono quindi illegali!

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Così come è vietato per un candidato alle elezioni esercitare le funzioni di Presidente di seggio, ma nel nostro Comune al seggio 15 vediamo la presenza di un candidato. I giornali di ieri ( 28 maggio 2015) riportano proprio l’elenco dei nominativi, quindi il candidato non ha ancora rinunciato al suo ruolo di Presidente di seggio. Lo farà all’ultimo secondo, chiedendo di essere sostituito, in modo da non essere cancellato dall’elenco dei Presidenti di seggio e non rinunciare a questa poltrona?     

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E poi c’è chi oltre alla propaganda abusiva, si prende la libertà di violare la privacy delle persone mandando sms a numeri di cellulare con questo testo:” Rossetti x Massa.Piazza Aranci è nuova grazie al mio impegno. Ricorda, se voti due uomini il tuo voto è nullo. Il 31 Maggio vota Rossetti” e anche ” Rossetti per Massa. investiti 152 milioni per il nuovo ospedale. Ricorda, se voti due uomini il tuo voto è nullo.” Lasciando perdere i riferimenti a piazza Aranci e all’ospedale che si commentano da soli, mi piacerebbe far presente che il voto a due candidati uomini non è nullo, ma valido per un solo candidato maschio, quello che nell’ordine dei candidati viene prima.

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La menzogna, la manipolazione, la prepotenza, l’attaccamento alla poltrona, l’illegalità nell’affissione e nella propaganda elettorale, la mancanza del rispetto del decoro urbano ( con un sindaco che tace sull’imbrattamento di Massa dalla marea di manifesti e volantini abusivi), l’abuso nei confronti dei dati personali dei cittadini,  sembrano le caratteristiche  dell’approccio di alcuni candidati nella nostra circoscrizione in campagna elettorale.
E questo sarebbe il nuovo che avanza? E questo sarebbe “adesso si cambia”?
Si cambia cosa ?
A me sembra invece un vecchiume della peggior specie che mette le basi per una inquietante prospettiva su come agiranno queste persone se elette o rielette in Consiglio Regionale.
Ognuno è simile a ciò che fa!
Se le irregolarità partono già dall’inizio, dopo cosa sarebbero capaci di fare?
Ma l’alternativa c’è!
E’ la forza dell’onestà, della trasparenza, del cittadino dentro le istituzioni,  per la politica vera, volta al benessere e al bene comune, che fa piazza pulita di quanto ha affossato il nostro territorio.
Non più servi, ma guerrieri!

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Tessera del PD a Martina Nardi: altro salto della quaglia in barba ai cittadini

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La domanda nasce spontanea. Ma il rispetto del mandato elettorale cos’é?
Vorremmo che ci rispondessero questi politici che saltano da un partito all’altro con la disinvoltura del peggior scilipotismo e pure si vantano e si rallegrano del gran passo fatto.
Martina Nardi addirittura festeggia oggi il grande “evento” in un hotel, con una cerimonia “la festa del voltagabbana”, con la ministra Boschi, ricchi premi e cotillon.
La Nardi ha iniziato con Rifondazione Comunista, poi Sinistra Arcobaleno, poi SEL, infine il PD. Un bel girare.
In fin dei conti SEL ormai non se lo fila più nessuno, meglio migrare nel PD di Renzi che tutti accoglie, sia che possano garantire un bel bacino di voti, sia che portino solo un posto e un voto in Parlamento.
Del resto qui a Massa l’esempio di Alessandro Volpi docet. Eletto sindaco con una lista che faceva del civismo la sua prima, fondamentale, prerogativa, si è poi tesserato PD, in barba ai suoi elettori, per essere meglio introdotto in Regione.
Bene, allora se questi sono i meccanismi di una certa politica apuana dobbiamo aspettarci che questi signori vengano a bussare alla nostra porta quando saremo al governo della Toscana?
Ma tutto questo ai loro elettori sta bene?

Massa-zona industriale, altro accordo fuffa pre elettorale

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Sembra un labirinto, un ginepraio dove dal 1993 decreti, leggi, accordi, protocolli, intese, servono solo a prendere tempo, a rimandare a chissà quando la risoluzione di un inquinamento che avvelena i cittadini, che incide pesantemente sulla nostra salute, sulla nostra economia, sui posti di lavoro, sulla bontà del nostro territorio, sulla sicurezza ambientale e sul dissesto idrogeologico, ma che ancora è merce da utilizzare ad una settimana dalle elezioni regionali usando una emergenza decennale del nostro territorio come propaganda elettorale.

Per quanti altri decenni vogliamo farci prendere per i fondelli?

I giornali di oggi dedicano grandi titoloni ad un evento definito “storico”!
Da La Nazione:
“Massa, 22 maggio 2015 – Un altro passo avanti verso la riqualificazione e la riconversione dell’area industriale di Massa Carrara… Firmato il protocollo per la riqualificazione ambientale e il rilancio dell’economia apuana…Si parte dalla necessità di bonifica dell’intera area, rispetto alla quale la Regione si impegna a predisporre entro l’anno un progetto preliminare capace di dare una soluzione definitiva…Tra i principali progetti che saranno previsti dall’Accordo, oltre al completamento della bonifica dei siti di interesse nazionale e regionale, figurano le azioni di mitigazione del rischio idrogeologico, con interventi sui corsi d’acqua locali
Ottimo,verrebbe da dire!
Ma analizziamo un po’ la faccenda.
Di bonifiche ambientali nella nostra zona industriale si parla fin dal lontano 1993, con una Legge Regionale, la 29/93 che regolamentava la bonifica delle aree inquinate.Successivamente, con la L.R. 25/98 si prevedevano nuove specifiche nel campo delle aree inquinate con la pianifcazione di piani provinciali di bonifica. Nel 1999 viene aggiornato il piano regionale delle  bonifiche.
Il Programma Nazionale di interventi di bonifica e ripristino ambientale è stato approvato nel 2001,mentre nel 2006 entra in vigore il D.Lgs 152/06 ” Norme in matera ambientale” che  all’art 252 conferma ancora la tipologia di SIN (Siti di Interesse Nazionale) individuata nel D.M. 471/99. Sempre al 1999 risale la definizione del perimetro dell’area SIN di Massa Carrara.
Al 2007 risale la sottoscrizione dell’accordo del piano di programma delle bonifiche nell’area di Massa Carrara tra Regione Toscana e Ministero dell’Ambiente
Nel 2008 uno studio sullo stato dell’inquinamento delle falde acquifiere nella zona industriale rileva i punti critici dove l’inquinamento supera di 10 volte i limiti stabiliti per le bonifiche dal D.Lgs 152/06. Viene predisposto lo stato di “messa in sicurezza di emergenza” della falda per impedire la diffusione dell’inquinamento.
Certo si tratta di interventi di particolare difficoltà (pompaggio acque inquinate) e di elevato costo ( 183 milioni di euro)
In sede locale si richiede che l’onere del danno ambientale sia a carico dei privati che lo hanno effettivamente provocato e non ricada sui nuovi possessori delle aree.
A questi accordi segue una fase di stallo totale.
Nel 2013, mentre la nostra zona continuava ad essere inquinata, arriva il passaggio da SIN a SIR, ovvero da Siti di Interesse Nazionale a Siti di Interesse Regionale. Pare si tratti, anche questo, di un evento storico, nel sito del Comune di Massa si legge: “Il trasferimento delle competenze dal Ministero alla Regione avrà effetti benefici anche in relazione agli interventi per contrastare il dissesto idrogeologico e il ripascimento marittimo, rendendo più semplici ed efficaci azioni indispensabili ora soggette a tempi lunghi e procedure molto complesse.” e quindi per le bonifiche ” le procedure che la Regione Toscana, con il supporto degli locali, saprà mettere in campo nei prossimi mesi daranno risposte concrete e rapide nei tempi adeguati a tutto il territorio apuano”.
Viene quasi voglia di stappare una bottiglia di spumante.
Ma in realtà bisogna aspettare un altro anno e nel 2014 le procedure di accertamento e bonifica per il SIR di Massa Carrara vengono definite.
Contestualmente vengono avviati processi di semplificazione per le numerose istruttorie lasciate in sospeso in sede ministeriale.
Oggi viene firmato un nuovo protocollo d’intesa.
Si ricomincia. Altro giro, altra corsa.

Sanità a Massa: con l’ospedale per acuti, per i malati cronici il nulla.

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Interessante relazione quella a cui ho partecipato ieri.
E’ sempre estremamente piacevole trovare voci critiche sulla gestione sanitaria di Rossi, perchè questo fa capire che c’è chi tiene gli occhi aperti e vede la realtà delle cose.
Con il Nuovo Ospedale Unico si aprirà una importante criticità, una ulteriore criticità che si sommerà alla carenza dei posti letto, al modello di intensità di cura, ai ricoveri brevi, alla difficoltà oggettiva per le periferie e zone montane nel raggiungere, in tempi utili, l’ospedale e soprattutto il Pronto Soccorso. Forse le tasse pagate dai cittadini della Lunigiana valgono meno delle altre?
Trattandosi di un ospedale per acuti è necessaria la presenza di distretti sanitari che possano dedicarsi all’assistenza post ricovero dei pazienti, dei malati cronici, degli anziani, di chi necessita di una assistenza sanitaria costante pur non essendo ricoverato e da Firenze hanno pensato all’organizzazione di Case della Salute, di cui già da un po’ si sente parlare, la cui presenza in fase embrionale già cerca di partire in qualche Comune toscano, anche se in realtà sono Case della Salute finte, perchè si tratta solo di poliambulatori.
Dovrebbero essere invece strutture, di diversi livelli, che concentreranno medici di famiglia (medicina generale) e specialisti, CUP e assistenti sociali, dove il paziente potrà recarsi per essere visitato ed assistito.
Esiste però un “piccolo dettaglio”.
A novembre, quando è prevista l’apertura del Nuovo Ospedale Unico, a Massa non ci sarà nessuna Casa della Salute aperta.
Per i pazienti dimessi dall’ospedale dopo i 3/4 giorni di ricovero previsti, magari dopo un intervento chirurgico, per i malati cronici, per gli anziani e per tutti i cittadini che avrebbero bisogno di una assistenza sanitaria ben efficente, non ci sarà nulla di organizzato.
Famiglia a parte. Perchè l’assistenza sanitaria dei malati ricadrà sulle famiglie e sui medici di base. Il disagio sarà notevolissimo.
E come sempre succede, non casualmente, le inefficenze del pubblico apriranno la strada al privato, alla possibilità di curarsi solo per chi può spendere! Infatti sono molte le attività sanitarie private che già si stanno preparando ad assistere ai malati che non trovando assistenza pubblica dovranno aprire il portafoglio e pagare per farsi curare.
A Massa ci rimane solo il buco nell’ASL, per i quale stiamo pagando il ticket di 10 €  come “contributo di digitalizzazione” sulle radiografie.
Considerando che la Sanità di Rossi viene sbandierata (da lui e dal PD) come un modello di efficenza da seguire e che la Toscana rappresenta (per lui e per il PD) una eccellenza della Sanità italiana, c’è da farsi alcune domande.
Le risposte noi le abbiamo.
E la prima è che Rossi, dopo 10 anni come assessore alla Sanità toscana e 5 anni come Presidente della Regione, ora deve andarsene a casa!
Il Nostro modello di Sanità è e rimarrà pubblico, discusso con i cittadini e gli operatori del settore perchè il diritto alla salute è diritto di tutti, non deve creare disparità o disagi, deve essere organizzato con cognizione di causa da chi nel settore lavora e si impegna e non dietro una scrivania seguendo logiche ben diverse dal benessere dei cittadini.
Nessuno deve rimanere indietro!

120.000 euro al mese

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Tanto ci costa la scorta di Salvini, oggi in comizio a Massa.
Una Massa blindata e stravolta dalle contestazioni, con le forze dell’ordine in tenuta anti sommossa.
Non è mancato nulla, le uova e le arance tirate, le cariche della Polizia, i feriti.
Un intervento, quello di Salvini, breve, caratterizzato dalle solite panzane deliranti che non hanno alcun fondamento nei fatti.
Perchè la Lega dice cose che non fa e fa cose che non dice.
Degli esempi? C’è l’imbarazzo della scelta!
Partiamo dal tema dell’ immigrazione e dei Rom, argomenti che tanto scaldano il leader del Carroccio, stranamente, verrebbe da dire, perchè la Lega stanzia 60 milioni di euro per il piano nomadi.
E le tasse? Salvini sbraita in ogni dove ( e diciamo pure che le apparizioni televisione non gli mancano) che le tasse vanno abbassate. Peccato che quando la Lega era al Governo le tasse siano aumentate del 35 %.
La Lega dice no agli sprechi, ma vota NO all’abolizione dei vitalizi.
Così come il NO all’euro, dopo aver firmato per l’ingresso nella moneta unica.
E la casta contro la quale inveisce la Lega è perfettamente rappresentata dallo stesso Salvini che, parlamentare europeo, si fa vedere ben raramente a Bruxelles e Strasburgo, ma incassa lo stipendione, che si aggira sui 18.000 euro, con la massima disinvoltura.
La coerenza, questa sconosciuta!
E con i 120.000 euro di soldi pubblici che ci costa al mese la sua scorta, quante cose si potrebbero fare? Quante famiglie sotto la soglia di povertà si potrebbero aiutare? A quanti anziani, con la pensione minima, potremmo impedire di dover frugare nella spazzatura?
A quanti bambini senza una famiglia potremmo donare un giocattolo o un libro?
Forse non molti, ma ne basterebbe uno solo, uno soltanto per dare a quel denaro speso per proteggere un fanfarone, un ben altro significato, un ben altro valore.